SEO: cos’è e perché può aiutarti a trovare nuovi clienti

SEO cos'è
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SEO è un acronimo che in inglese sta per Search Engine Optimization e fa riferimento a tutte quelle tecniche volte ad ottimizzare le proprie pagine web, per farle apparire tra i primi risultati di Google e altri motori di ricerca.

La SEO si focalizza però solo su una parte dei risultati di Google, quelli organici; questi infatti non dipendono dal prezzo pagato dagli inserzionisti per inserire i propri contenuti nel motore di ricerca, ma appunto da quanto ogni sito si mostra in grado di soddisfare pienamente le richieste degli utenti.

Se digiti su Google “parrucchiere Milano”, i primi risultati sono proprio degli annunci per i quali gli inserzionisti hanno dovuto pagare al fine di far apparire il proprio annuncio prima degli altri. Ma la SEO non richiede nessun esborso monetario per far apparire il proprio sito web prima degli altri.

seo cos'è

Per questo, se hai un sito web e vuoi ottenere più traffico organico, la SEO deve necessariamente rientrare tra le tue strategie di marketing. In questa guida SEO imparerai tutto quello che c’è da sapere per raggiungere un buon posizionamento sui motori di ricerca.

A cosa serve il SEO?

L’ottimizzazione SEO è quell’insieme di tecniche che ti consentirà di raggiungere più facilmente i tuoi potenziali clienti. Posizionare il proprio sito tra i primi risultati di ricerca infatti ti darà un grande vantaggio sui tuoi competitor, in quanto la maggior parte degli utenti considera più affidabili i siti che escono per primi sui motori di ricerca.

In base alle statistiche di Advanced Web Ranking, che aggiorna ogni mese la percentuale di click (CTR) ottenuti dai siti nelle prime due pagine di google, quasi il 60% dei click totali riguardano i primi tre risultati. Tali dati risalgono ad Agosto 2019.

Advanced Web Ranking

SEO: cos’è l’algoritmo di Google

Come fa Google a decidere quali sono i 10 risultati migliori da mostrare in prima pagina?

Nessuno conosce in modo totalmente preciso l’algoritmo tramite cui Google decide quali siti web debbano uscire per primi dopo una ricerca. Google però comunica tramite il suo blog delle linee guida generali da seguire per fare una buona SEO.

Inoltre, nel tempo sono stati individuati diversi fattori che influiscono sul posizionamento dei siti web per una data ricerca. Possiamo raggruppare questi fattori in due macro-categorie:

1. Fattori SEO On Page

Fattori SEO On Page

I fattori Seo On Page hanno a che fare con tutti gli elementi presenti all’interno degli articoli e delle pagine del tuo sito. In particolare, essi riguardano la qualità dei contenuti, le immagini, i testi e la qualità di alcuni aspetti tecnici come il codice, la User Experience (UX), la presenza di link interni ed esterni e la struttura del tuo sito.

Qualità dei contenuti

La ragione principale per cui alcuni siti hanno un ottimo posizionamento sui motori di ricerca è che offrono agli utenti dei contenuti con informazioni utili, ben curati e presentati in maniera accattivante.

Un buon articolo deve contenere immagini, slides e video che aiutino la lettura rendendola scorrevole. Ma soprattutto, un contenuto che desidera davvero arrivare tra le prime posizioni deve contenere le keyword giuste. Cosa sono le keyword giuste? Con keyword giuste facciamo riferimento alle parole chiave sulle quali desideri posizionarti per ottenere visitatori e clienti.

Se possiedi un blog di cucina desidererai posizionarti per delle keyword come ad esempio “come fare la carbonara”, oppure “come fare la pizza”.

Indicizzazione del sito

Se utilizzi WordPress devi sempre controllare che tu non stia bloccando involontariamente i crawler dall‘indicizzare il tuo sito. I crawler non sono altro che software in grado di analizzare i contenuti del tuo sito in maniera automatizzata per conto di Google.

Per consentire ai crawler di indicizzare il tuo sito, puoi utilizzare YoastSeo, un plugin gratuito per WordPress che si prende cura della maggior parte degli aspetti tecnici, senza che tu debba occuparti di scrivere codici complicati.

User Experience (UX)

La UX influisce in maniera evidente sul ranking di Google, infatti più un sito è intuitivo, meno fatica devono fare gli utenti per trovare quello che cercano. Un sito con una buona UX deve innanzitutto garantire un caricamento delle pagine veloce e deve rendere più rapida la ricerca dei contenuti.

Per rendere il tuo sito più veloce, cerca di comprimere le immagini ed eventuali contenuti aggiuntivi per non appesantire troppo la pagina. Inoltre, cerca un tema WordPress che sia responsive, cioè che si adatti ad ogni tipo di display. Puoi trovarne alcuni cliccando qui.

Link interni ed esterni

Un sito Web deve necessariamente creare collegamenti interni ed esterni per i propri contenuti, infatti inserire un link all’interno di un articolo del tuo blog ti aiuta a generare più visite ai tuoi articoli.

Inoltre, è importante inserire anche link ad altri siti, perchè questo aiuta i lettori ad approfondire gli argomenti e trasmette a Google l’idea di un contenuto completo e ricco di fonti autorevoli.

Struttura del Sito Web

Una buona struttura garantisce un’ottima User Experience, infatti quando le persone visitano il tuo sito, devono poter orientarsi abbastanza rapidamente per accedere ad ogni argomento trattato.

La struttura più efficiente è quella a “silos“. Questa struttura prevede la creazione di diverse categorie, una per ogni argomento che vuoi trattare in maniera completa. Per ogni categoria andrai a produrre articoli con argomenti correlati a quello principale.

Ogni categoria deve essere SEO friendly, cioè il nome della categoria deve includere una keyword breve. Tieni conto che ogni categoria è una pagina del blog, quindi ogni pagina dovrebbe avere una buona ottimizzazione SEO.

2. Fattori SEO Off Page

Fattori SEO Off Page

D’altra parte, ci sono anche fattori che invece riguardano elementi esterni, cioè non direttamente riconducibili al tuo sito Web: i fattori Seo Off Page. Fanno parte di questa categoria i link di altri siti che rimandano al tuo (Backlink), l’autorità del tuo sito web, il Bounce Rate, la presenza sui social.

Backlink

Dal momento che devi concentrarti su questo tipo di fattori, allora devi tenere a mente che quanti più collegamenti verso il tuo sito ci sono, tanto più Google ne faciliterà il posizionamento tra i primi risultati per attendibilità riguardo ad un determinato argomento.

Attenzione però, una quantità elevata di collegamenti verso il tuo sito non ti garantirà automaticamente le prime posizioni. Un aspetto da tenere a mente è che la qualità di questi link conta più della quantità, perché se ci sono backlink di bassa qualità o spam, Google non li considererà nemmeno oppure li considererà negativamente .

All’interno dell’algoritmo di Google esiste un fattore che si chiama PageRank ed è usato per classificare le pagine web nei motori di ricerca. Attraverso di esso, Google riesce a stimare quanto importante è un certo sito, basandosi sul numero di backlink e sulla loro qualità.

Un backlink per essere di qualità deve o provenire da un sito web che sia molto affidabile, o in generale che sia riconosciuto come autorevole per gli argomenti che tratta.

Autorità di un sito web

Google stima l’autorità del tuo sito web in base a due fattori:

1.Autorità del dominio (Domain Authority)

Questo tipo di autorità attiene alla popolarità del tuo nome di dominio. Se ti chiami Nike o Lamborghini, allora sei altamente autorevole, in quanto tutti parlano di te.

2. Autorità della pagina (Page Authority)

Questo tipo di autorità invece si riferisce a quanto è autorevole il contenuto di una singola pagina, come per esempio un post sul tuo blog. Questo dipende non solo dalla Domain Authority ma sopratutto dalla completezza del contenuto.

Per aumentare l’autorità del tuo dominio devi assicurarti di sviluppare una buona ottimizzazione seo, quindi migliorare gli aspetti riguardanti la struttura del sito, la navigabilità, l’Url, il numero delle parole, le performance delle keyword, i tags, le meta description ecc.

Un secondo aspetto, riguarda invece il content marketing. Più contenuti produci più collegamenti interni avrai a disposizione e questo ti permetterà di costruire un sito web completo, con ogni argomento correlato ad altri approfondimenti per gli utenti.

Infine, cerca di avere pazienza perché seguire queste regole ti permetterà di aumentare la tua Domain Authority ma ci vorrà del tempo, in quanto uno dei fattori chiave è proprio questo: più un dominio è datato più autorità avrà.

Bounce Rate

Il Bounce Rate non è altro che una misura che ti dice quante persone visualizzano una pagina del tuo sito web ed escono immediatamente. Se questo succede frequentemente, Google lo interpreta come un segno negativo, che può essere attribuito al fatto che gli utenti non sono rimasti soddisfatti nel trovare la tua pagina Web.

Le cause possono essere molteplici: caricamento lento della pagina, struttura della pagina poco intuitiva, contenuto povero e inutile. Per questo motivo, ti ripeto che curare questi aspetti fa sì che gli utenti rimangano sul tuo sito web più a lungo, generando ulteriori azioni, come leggere altri articoli o comprare prodotti.

Presenza sui Social

I social sono un ottimo modo per aumentare la propria audience, ma in che modo possono tornarti utili per la SEO? Ebbene, avere una buona presenza sui social può aiutarti a generare più traffico sul tuo sito Web in quanto puoi pubblicare i tuoi contenuti su tante piattaforme diverse.

Però non basare la tua strategia di marketing solo su questo, il traffico da social fa numero ma non ha la stessa importanza del traffico proveniente dai motori di ricerca. Infatti, chi visita il tuo sito dai social è solo curioso di saperne di più, mentre chi invece ti cerca su Google ha effettivamente bisogno di qualcosa.

Black hat SEO vs White hat SEO

Black Hat SEO vs White Hat SEO

Quando si tratta di migliorare il posizionamento SEO sui motori di ricerca ci sono due strade percorribili: una è quella più rischiosa che ti consente di avere risultati sul breve ma non sul lungo termine; l’altra è quella che ti porta ad avere un piano di marketing sostenibile sul lungo periodo.

Black hat SEO

La prima strada è quella della Black hat SEO. Con questo termine si intendono tutte quelle tecniche e strategie SEO in contrasto con le linee guida generali di Google e che sono considerate poco etiche.

Queste tecniche possono portare i contenuti del tuo sito ad avere un posizionamento incredibilmente veloce nelle SERP di Google. Tuttavia, se scoperte, possono causare delle forti penalizzazioni come la deindicizzazione del tuo sito web dai motori di ricerca.

Alcune delle tecniche che fanno parte di questa strategia SEO sono:

Utilizzo eccessivo di keyword, spesso inserite nei contenuti senza seguire nessun filo logico, al fine di ottenere una posizione migliore nei motori di ricerca

-“link farming” che consiste in una partnership con altri siti per scambiarsi continuamente link, oppure semplicemente ottenere molti backlink pagando un fornitore.

White hat SEO

La seconda strada è quella della White hat SEO. Questo tipo di strategia si riferisce a tutte quelle tecniche SEO conformi alle linee guida di Google e che ti permettono di poter gestire il tuo business in maniera sostenibile.

Questa strategia è ideale per chi vuole raggiungere grandi risultati e mantenerli nel tempo, ovvero chi vuole costruire un vero e proprio brand. Dato che Google aggiorna continuamente gli algoritmi, è bene implementare queste tecniche per non perdere posizioni su Google o incorrere in pesanti penalizzazioni.

Keyword: Cosa sono e quali scegliere?

Una keyword è un termine o una frase che descrive nella maniera più fedele possibile un bisogno o un’esigenza informativa. In altre parole, quando un utente digita nella barra di ricerca di Google una parola o una frase, trova nei risultati pagine o articoli che usano quella keyword per posizionare i propri contenuti.

Considera il caso di un parrucchiere di Milano che vuole parlare dei suoi servizi sul sito web dell’attività: una possibile keyword per questa pagina web potrebbe essere “parrucchiere uomo Milano”, oppure ancora per parlare delle sue abilità “miglior parrucchiere Milano”.

Oppure, considera il caso di un blog che parla di crescita personale e vuole parlare di come aumentare la propria autostima in un articolo. Una possibile keyword potrebbe essere “bassa autostima” oppure “tecniche per aumentare l’autostima”.

Keyword difficulty

Ora come puoi notare, le frasi usate negli esempi precedenti sono molto comuni, infatti l’ammontare totale di ricerche per queste keyword è molto alto e più alto è il volume di ricerca, più competizione c’è per far apparire il proprio sito web tra i primi risultati.

Chiaramente sarà molto complicato posizionarsi per questo tipo di keyword. Ciò che dovrai fare è concentrarti sulle longtail keywords, cioè frasi più lunghe e specifiche che ti consentiranno di intercettare le ricerche più dettagliate per le quali vuoi “rankare” il tuo sito web.

Quindi, prima di tutto è opportuno valutare quanta competizione c’è per determinate parole e frasi, e solo dopo scegliere per quali keywords classificare il tuo articolo o pagina web.

Come si fa a raccogliere tutte queste informazioni? Esistono due strumenti per la SEO che ti aiutano proprio in questo: SEOZoom e SEMrush. Li vedremo dopo il paragrafo sulla Search Intent.

Search Intent: Che cos’è?

Per avere un buon posizionamento sui motori di ricerca è opportuno considerare la search intent degli utenti, o meglio il loro scopo di ricerca: cosa stanno cercando? Perché lo stanno cercando? Cercano un sito in particolare oppure vogliono acquistare qualcosa?

La tua pagina web deve essere in grado di intercettare il bisogno dell’utente, pertanto deve utilizzare un insieme di termini specifici che meglio si adattano a quello che la gente è solita digitare sulla barra di ricerca, quando vuole compiere una determinata azione.

Esistono 4 tipi diversi di Search Intent:

1) Informazionale

È il tipo di Search Intent più comune, infatti riguarda l’insieme di ricerche che sono a puro scopo informativo. Con questo tipo di ricerca, le persone vogliono saperne di più su alcuni argomenti.

Esempi di ricerche informazionali:

• “Chi è Avicii?”

• “Come cucinare il tiramisù”

Che cos’è la SEO?

2) Navigazionale

Con questo tipo di ricerca l’utente ha già in mente su che sito web andare. Un utente che digita Facebook su Google, nella maggior parte dei casi vuole effettivamente accedere al suo profilo di Facebook e non visitare altri siti web ad esso collegati.

Esempi di ricerche navigazionali :

• “Facebook”

• “Twitter login”

• “Sole 24 Ore”

3) Transazionale

In questo caso invece, l’utente naviga sul web per cercare un prodotto di cui necessita, e lo fa comparando i prezzi, con l’intenzione di trovare la miglior offerta. Quindi, in generale l’utente è pronto ad acquistare però prima deve trovare dove farlo.

• “ sconti Iphone X “

• “Comprare Macbook Pro”

• “Coupon Zalando”

4) Commerciale

In questa fase, l’utente ha intenzione di acquistare nel prossimo futuro un certo articolo, però gli serve ancora del tempo per decidere. Così, egli studia le diverse alternative a sua disposizione, leggendo recensioni e comparando articoli diversi, per trovare quello che potrebbe fare al suo caso.

•”Migliori laptop 2019″

•”Migliori ristoranti a Monaco”

•”SEOZoom recensione

Lo scopo di ricerca spesso appare piuttosto evidente dalla formulazione della frase digitata su Google. Ad esempio, prendi la keyword “ordinare pizza”: è chiaro che l’utente si trova sul punto di acquistare della pizza da farsi recapitare a casa. D’altra parte invece, un utente che digita sulla barra di ricerca ” seo cos’è ” sta cercando informazioni su cosa sia la SEO.

Come cogliere la Search Intent degli utenti

Ora, non tutte le keyword contengono i termini “come”, “che cosa” oppure “acquistare”, perciò per creare dei contenuti che vadano ad incontrare le necessità degli utenti è necessario analizzare dettagliatamente le Search Engine Results Pages (SERPs).

Ispirarsi ai primi risultati su Google

Per capire che cosa vogliono trovare le persone, infatti, la prima cosa che si deve fare è studiare le pagine che escono tra i primi risultati per una determinata ricerca. In questo modo potrai effettivamente capire quello che le persone cercano e su cui cliccano più spesso.

Guardare la casella Google “Le persone hanno chiesto anche”

seo cos'è ricerca su Google

Tramite questa casella potrai capire quali altre domande sono soliti fare gli utenti; ad esempio, guarda cosa esce nella casella se digito “seo cos’è”. Queste sono le domande a cui dovresti dare risposta nei tuoi contenuti.

Google KeyWord Suggest

seo ricerche correlate

Google fornisce un aiuto per comprendere i possibili intenti di ricerca. Il Keyword Suggest ti mostra le ricerche correlate per il termine digitato, in questo caso “seo”. Usare questo strumento ti consente di creare dei contenuti che intercettano le necessità di utenti diversi.

Strumenti per la SEO: SEOZoom e SEMrush

1. SEOZoom

SeoZoom

Esistono diversi keyword tool, cioè strumenti per la ricerca di parole chiave, che possono aiutarti nella scelta delle keyword migliori per il tuo sito. Uno di questi è SEOZoom, uno strumento SEO completo che si focalizza esclusivamente sul mercato italiano e sui siti italiani.

SEOZoom offre tante funzionalità diverse, tra le quali la possibilità di studiare e analizzare i competitor per determinate keyword, visualizzando il loro volume di ricerca, oppure trovare le keyword correlate e longtail.

Ci sono tante altre funzionalità che abbiamo spiegato per filo e per segno nel nostro articolo su SEOZoom. Oltre a questo, potrai anche avere informazioni sulle tariffe e un coupon di sconto sull’acquisto offerto da NeonMarketing.

2. SEMrush

Seo SEMrush

Un altro tool molto valido per la sua completezza è SEMrush. Questo servizio è nato nel 2008 e ad oggi conta più di 3 milioni di utenti attivi. Si tratta di uno tra i tool più utilizzati dai grandi marketers americani.

SEMrush è innanzitutto una piattaforma per l’analisi SEO, che integra anche funzioni aggiuntive come social media marketing , ricerca, advertising e team management.

Oltre ad analizzare i competitor e fare ricerche avanzate di Keyword, con questo tool puoi studiare gli annunci pubblicitari altrui nelle campagne di ricerca, gestire e trovare nuovi backlink, schedulare contenuti sui social media e tracciare i risultati e molto altro.

SEMrush offre una prova gratuita di ben 7 giorni così puoi vedere se fa al tuo caso e decidere se acquistarlo successivamente.

I Migliori Corsi SEO

Ti ho mostrato l’ottimizzazione SEO nelle sue varie sfaccettature, ma se vuoi davvero riuscire ad arrivare primo su google ti consiglio di accedere ad un corso seo online realizzato da un professionista.

Se vuoi migliorare il posizionamento del tuo sito Web oppure pianifichi di aprirlo e vuoi sapere come muoverti in anticipo, allora devi assolutamente studiare bene la SEO per raggiungere grandi risultati.

Ho già parlato dei migliori corsi SEO in un altro articolo che ti linko subito qui. Oltre a questo, voglio anche consigliarti un ottimo manuale che ti permetterà di effettuare un miglioramento professionale. Il manuale è stato scritto da uno dei più grandi esperti e consulenti italiani di SEO, Francesco Margherita.

Il titolo è “Manuale di SEO Gardening” e lo puoi trovare qui su Amazon. Il libro è ideale per chi è interessato a conoscere ogni aspetto della SEO e del web marketing. Le recensioni sono tutte positive perché si tratta di un manuale eccellente per chi vuole imparare a fare SEO.

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